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Come alleviare il fastidio della dentizione

Come alleviare il fastidio della dentizione

13 Gennaio 2018

Con l’arrivo dei primi dentini, possono comparire anche i primi fastidi del cavo orale: durante il processo di dentizione i bambini possono lamentare dolore, prurito e gonfiore gengivale e, talvolta, manifestare qualche linea di febbre.

Aiutare i più piccoli ad alleviare il dolore della bocca e delle gengive è possibile, ecco come!

  1. Massaggio delicato

Il primo, semplice, consiglio è quello di lenire un po’ il prurito e l’infiammazione orale con un massaggio lieve. Utilizzate una garza idrofila e strofinatela leggermente sulle gengive del piccolo, ripetendo l’operazione più volte al giorno.

  1. Anelli da dentizione

Durante il periodo della dentizione i bambini sono smaniosi di mordere e rosicchiare oggetti rigidi e ruvidi. Favorite questo istinto naturale, dando al piccolo degli anelli da dentizione: supporti gommosi, realizzati con materiali sicuri, che il bambino può mordere ogni volta che ne sente la necessità. Per lenire il fastidio e dare immediato sollievo alle gengive gonfie ed infiammate, scegliete quelli che possono essere messi in freezer.

  1. Balsami gengivali

In farmacia esistono diverse tipologie di balsami gengivali, specifici per alleviare i disturbi della dentizione infantile. Grazie alla speciale formulazione, questi prodotti formano una delicata pellicola protettiva che sigilla la gengiva e la isola dal contatto con elementi esterni. Nel frattempo, il balsamo svolge una funzione lenitiva dal dolore e rinfresca la zona.

Nei casi più acuti, sotto la consulenza del pediatra o del farmacista, è possibile ricorrere a gel gengivali che contengono piccole dosi di anestetico locale. Prima di somministrare un farmaco al bambino, però, chiedete consiglio al medico di fiducia.

Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

11 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

09 Gennaio 2018

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
I farmaci scaduti fanno male?

I farmaci scaduti fanno male?

07 Gennaio 2018

Vi è appena scoppiato un fortissimo mal di testa e ricordate che, da qualche parte in fondo al cassetto, dovreste proprio avere una confezione di analgesici.

Eccola trovata!

Ma…è scaduta il mese scorso!

Proprio nel momento del bisogno, trovarsi tra le mani un farmaco che ha superato la data di scadenza può far scattare dei dubbi. Cosa fare? Lo butto o lo prendo lo stesso? Farà davvero male?

La data di scadenza di un farmaco: un limite da rispettare sempre

La data di scadenza indicata sulla confezione di un farmaco indica chiaramente il limite entro cui tale medicinale, se conservato correttamente, può essere assunto in modo efficace e sicuro.

Un periodo da rispettare che, solitamente, è compreso tra i 12 mesi ed i 5 anni, ma che può variare notevolmente in base alla modalità di conservazione.

Ho preso un farmaco scaduto: che rischi corro?

A questa domanda hanno risposto le più importanti istituzioni in campo medico e la posizione è unanime: i farmaci scaduti devono essere smaltiti secondo le apposite modalità e non devono essere ingeriti.

Tuttavia, enti rispettabili come la Food and Drug Administration hanno dichiarato che anche farmaci che hanno oltrepassato la scadenza possono non dare effetti collaterali, sempre se conservati chiusi e mantenuti in buono stato. Cosa si intende per mantenimento in buono stato? Significa riporre i medicinali in un luogo asciutto e fresco, assolutamente al riparo dal sole e non esposti a fonti di calore.

Insomma: i farmaci scaduti non vanno presi, per non penalizzare la sicurezza del paziente e l’efficacia del medicinale, ma i rischi per la salute possono non essere sempre gravi.

In caso abbiate assunto un farmaco che ha oltrepassato la validità, consultate subito il medico o chiedete consiglio al farmacista.

Fermenti lattici per ritrovare l´equilibrio gastrointestinale

Fermenti lattici per ritrovare l´equilibrio gastrointestinale

05 Gennaio 2018

I bagordi delle feste natalizie e le grandi abbuffate hanno lasciato il segno a livello gastrointestinale? Niente paura. La soluzione per riequilibrare la flora batterica e tornare a sentirsi leggeri e in forma c’è: stiamo parlando dei fermenti lattici.

Questi microrganismi, che il nostro corpo produce già naturalmente, consentono allo stomaco e all’intestino di funzionare in maniera regolare.

Tuttavia, i fermenti lattici presenti nel nostro organismo – conosciuti anche come probiotici – possono essere messi a dura prova da un’alimentazione non corretta: grassi, fritti, dolci e alcolici – che non mancano sulle tavole imbandite per le festività – sono i principali nemici per il nostro sistema gastrointestinale e sono in grado di ridurre la forza protettiva dei probiotici naturali.

In queste situazioni, per riportare velocemente alla normalità la flora batterica, sono fondamentali aiuti esterni: il consiglio, quindi, è assumere con regolarità i fermenti lattici vivi.

I vantaggi dei fermenti lattici vivi sono molteplici: i microrganismi naturali, infatti, non solo aiutano a rimettersi in forma dalla cattiva alimentazione, ma sono fondamentali anche per prevenire e curare gli effetti collaterali degli antibiotici.

Chi è costretto a prendere medicinali di natura antibiotica è particolarmente esposto agli effetti collaterali di queste cure, particolarmente dannose per l’apparato digerente e spesso causa di patologie come dissenteria e diarrea.

Anche in questo caso, i fermenti lattici vivi diventano alleati preziosi per aiutare la flora batterica a ristabilire l’equilibrio gastrointestinale.

Ricordate: assumere regolarmente i fermenti lattici vivi è buonissima abitudine, fondamentale per dire addio ai fastidi gastrointestinali, rafforzare il sistema immunitario e regalarsi un maggiore benessere generale.
Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

03 Gennaio 2018

Qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati di uno studio statunitense sull’inquinamento dell’aria. Evidenze davvero preoccupanti, quelle appena pubblicate su JAMA – una delle più importanti riviste scientifiche al mondo – che dimostrano come le polveri sottili siano estremamente nocive per l’uomo anche se inalate durante brevi esposizioni.

Ma non è tutto: non sono solo i picchi di ozono a preoccupare gli esperti. Lo studio, infatti, ha evidenziato che le patologie collegate alla qualità dell’aria respirata – come asma, disturbi a carico del sistemo respiratorio e cardiovascolare e malattie della pelle – aumentano anche quando le concentrazioni inquinanti non arrivano a toccare le soglie critiche.

I ricercatori, quindi, auspicano che nel breve termine queste soglie di allerta vengano riviste al ribasso.

Una situazione, quella evidenziata dalla ricerca americana, molto attuale anche in Italia. Soprattutto chi vive in città, infatti, respira quotidianamente aria inquinata, con elevate concentrazioni di polveri sottili.

Cosa fare, quindi, per proteggersi dagli agenti atmosferici dannosi? Chiaramente, la soluzione migliore è limitare al massimo l’esposizione all’aria inquinata.

Tuttavia, chi non può fare a meno di stare all’aria aperta può ricorrere alla somministrazione di integratori antiossidanti: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che questi prodotti possono limitare gli effetti nocivi di ozono e polveri sottili.

Inoltre, soprattutto nelle categorie a rischio come gli anziani, i bambini ed i soggetti con patologie polmonari, il consiglio è dotarsi di mascherine protettive – comodamente acquistabili in farmacia – in grado di filtrare l’aria respirata e capaci di ridurre notevolmente l’immissione di polveri sottili nei polmoni, pur consentendo una normale respirazione.

Infine, non dimenticate di curare la pelle sottoposta all’aggressione dello smog: le parole d’ordine sono detersione approfondita – mattino e sera – e nutrimento ricco, per creare una barriera lipidica in grado di proteggere la pelle dall’inquinamento.

Alga spirulina: 5 buoni motivi per assumerla

Alga spirulina: 5 buoni motivi per assumerla

01 Gennaio 2018

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare dell’alga spirulina.

Un’alga davvero poco nota, ma molto antica e dalle mille virtù: la spirulina piace agli sportivi, perché è altamente proteica, è amata dalle donne, grazie al potenziale vitaminico e antiossidante, ed è perfetta nei regimi dietetici, grazie alle sue notevoli capacità drenanti.

Curiosi di sapere se questo elemento naturale fa al caso vostro?

Ecco 5 buoni motivi per scegliere l’alga spirulina!

  1. Se seguite un’alimentazione vegetariana: l’alga spirulina ha un elevato apporto proteico ed è indicata come integratore nei casi di regimi alimentari più poveri.
  2. Se siete anemici: l’alga spirulina non solo è ricchissima di ferro, ma offre questo oligoelemento fondamentale per il benessere del corpo in modo naturale e molto più digeribile, agevolando chi subisce gli effetti collaterali della ferritina.
  3. Se avete il colesterolo alto: l’alga spirulina contiene omega 6 e omega 3, ed è ricca di amminoacidi essenziali. Un toccasana per contenere i livelli di colesterolo nel sangue.
  4. Se siete a dieta: grazie all’elevato potere proteico, l’alga spirulina favorisce il senso di sazietà ed aiuta a tenere sotto controllo i morsi della fame.
  5. Se siete affaticati: chi sta vivendo un periodo di grande intensità o una fase di stress psicofisico, può trovare nell’alga spirulina una valida fonte di vitamine – in particolare A, B, C ed E – che la rendono perfetta per dare sostegno al corpo e fare il pieno di energia.

Dove trovarla? In farmacia: l’alga spirulina si assume sotto forma di integratori in capsule o in fiocchi, più pura.

Smettere di fumare con la citisina

Smettere di fumare con la citisina

31 Dicembre 2017

Se fate parte dei 7 milioni di italiani che vogliono smettere di fumare, ma non ci riescono, è tempo di valutare concretamente nuove soluzioni.

Accanto al metodo più diffuso per smettere di fumare, ossia quello di utilizzare farmaci a base di nicotina, si sta rivelando efficace e virtuoso l’utilizzo della citisina: un principio attivo antico, a base naturale, disponibile in farmacia solo sotto prescrizione medica.

Scopriamo di cosa si tratta e come funziona la citisina.

La citisina: efficace perché blocca i recettori nicotinici

I grandi nemici degli amanti delle “bionde”, sono proprio i recettori nicotinici: canali neuronali che rispondono alle sollecitazioni della nicotina contenuta nel fumo di sigaretta. Come? Scatenando inizialmente una reazione di piacere e poi rilasciando stimoli di astinenza, che spingono il fumatore ad accendere un’altra sigaretta, innescando il vizio.

La citisina inibisce questo processo: frenando i recettori nicotinici fa in modo che la sigaretta non generi sensazioni positive e che il tabagista percepisca l’assunzione di tabacco come sgradevole.

Con un po’ di costanza e di determinazione, la citisina riesce quindi a cancellare il piacere del fumo, disincentivando il vizio.

Dove trovare i farmaci a base di citisina?

La citisina è un principio attivo disponibile in farmacia come preparato galenico magistrale.

Tradotto: le farmacie che dispongono di laboratori idonei possono realizzare farmaci specifici a base di questo prodotto.

I vantaggi di rivolgersi ad una farmacia attrezzata? Quella di poter ottenere un farmaco personalizzato, con un dosaggio esclusivo in base alle necessità individuali ed una posologia ad hoc.

Vuoi saperne di più? Chiedi subito informazioni al tuo farmacista: oggi è il giorno giusto per smettere di fumare.

3 consigli per misurare correttamente la febbre con il termometro digitale

3 consigli per misurare correttamente la febbre con il termometro digitale

29 Dicembre 2017

È stagione d’influenza ed è tempo di estrarre i termometri dai cassetti.

Se anche voi vi siete convertiti all’utilizzo del termometro digitale – economico, pratico ed affidabile – ecco qualche consiglio per essere sicuri di misurare correttamente la febbre.

  1. Cosa non fare prima di misurare la febbre

I termometri digitali sono estremamente precisi e possono registrare anche le più lievi oscillazioni della temperatura corporea. Alcune di queste sono causate da comportamenti eseguiti poco prima della misurazione che possono quindi inficiarne il risultato. Bere bevande calde o fredde, fare la doccia, fare sport o fumare possono influenzare la temperatura corporea. Per un risultato affidabile, quindi, evitate queste attività nei 15 minuti precedenti.

  1. Posizionare correttamente il termometro

Nel termometro digitale, la parte che rileva il calore del corpo è il bulbo: una piccola zona metallica lunga appena 0,5 cm.

Se preferite misurare la temperatura sotto l’ascella, abbiate cura di posizionare il termometro in verticale rispetto al cavo ascellare, con il bulbo ben appoggiato alla pelle.

Se preferite la rilevazione orale, posizionate il termometro sotto la lingua accanto ai molari, tenendo la bocca chiusa.

Nei bambini, invece, è consigliata la misurazione rettale: veloce e resistente ai movimenti.

  1. Ogni zona ha la sua temperatura

Ricordate, infine, che ogni parte del corpo ha un grado di calore differente. Una volta iniziata la misurazione in una zona, se volete confrontare l’andamento della febbre durante il giorno, abbiate cura di rilevare la temperatura sempre nello stesso luogo. Quando è febbre? Solitamene le ascelle hanno una temperatura di tolleranza fino ai 36.7 gradi, il cavo orale aumenta a 37, mentre nella zona rettale non è febbre fino ai 37.5.

Per avere altri consigli, chiedete al farmacista: saprà indicarvi tutti i segreti per una misurazione corretta della temperatura con il termometro digitale.

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